I cavalli di Val grande

 

Il pascolo dei cavalli (inserimento, scopo, prato stabile)

A Giugno del 2026, Val Grande, ha accolto un piccolo branco di giovani cavalli liberati in uno dei prati stabili della valle. Questi bellissimi animali tramite il naturale pascolamento contribuiscono in modo naturale allo sfalcio del prato permettendoci di eliminare la necessità di interventi umani a scopo di mantenimento e azzerando di conseguenza l’impatto ambientale causato dai macchinari.

 

 

La scelta del prato stabile da destinare al pascolo non è stata casuale, prima dell’introduzione del branco è stato realizzato un censimento floristico per determinare non solo che le essenze vegetali fossero adeguate e sicure per i cavalli, ma anche per assicurarsi che non ci fossero specie rare o protette che sarebbero stata messe a rischio dagli animali stessi.

L’area adibita a pascolo è visibile seguendo il sentiero della Molinella nella sua versione più lunga. 

 

   La storia dei cavalli di Bibione

…Dal punto di vista storico la presenza dei cavalli nell’area non è per niente una novità, infatti, sappiamo che già nel 1386 il territorio ospitava mandrie stabili di cavalli allo stato brado.

In origine erano presenti due mandrie separate dal fiume Tagliamento: una pascolava nella pineta situata sulla sponda destra; mentre la seconda pascolava all’interno della pineta presente sulla sponda sinistra. L’intervento umano era minimo, gli animali erano completamente autosufficienti. L’umo si limitava a guidarli verso i prati migliori a seconda della stagione e periodicamente selezionava i puledri di età adatta per la vendita.

Fino al 1950 circa le mandrie erano ancora ben presenti, si sono poi ridotte fino a scomparire.

All’interno di Val Grande però rimase un piccolo numero di individui; l’ultima cavalla vivente di questo branco ci ha lasciato nell’estate del 2024.

 

 

Il progetto (finanziamento)

 Gli animali, tre stalloni e tre giumente di età compresa tra uno e quattro anni, sono di proprietà della Fattoria biologica  “Il Rosmarino” situata presso Marcon in provincia di Venezia.

L’introduzione dei cavalli fornisce diversi servi ecosistemici, non solo riguardanti l’importante funzione di mantenimento e rinaturalizzazione del prato incolto, ma anche nei confronti dei turisti. Visitando l’Oasi, in autonomia o con escursioni dedicate, si passa accanto all’area dedicata ai cavalli; i turisti possono trarre beneficio dalla presenza degli animali e allo stesso tempo imparare e comprendere l’importanza della biodiversità e il ruolo che hanno gli animali nel mantenerla.

Il progetto prevede monitoraggi del prato, uno attuato prima dell’introduzione degli animali, ed altri a seguito dell’introduzione per valutare lo stato del prato e determinare l’impatto che i cavalli hanno avuto nell’area soggetta a pascolamento.

 Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di VEGAL per il progetto Interreg Central Europe 2021-2027 “Central-BIC-Central Europe Biodiversity Innovative Comunities”.