BIODIVERSITà
Descrizione generale del sito
Dagli studiosi il sito viene descritto come: “mosaico di un ambiente vario costituito da sistemi dunali antichi e più recenti, con numerose bassure umide ed acquitrini e valle arginata”.
Di notevole importanza è la presenza di una formazione pura e autoctona di lecceta, che ricopre una superficie di dune antiche, che raggiungono con i circa undici metri del “Motteron dei Frati” la massima altezza nell’intero litorale padano. In questo caso si tratta della lecceta più settentrionale d’Italia e si configura come relitto post-glaciale (AA. VV. 2009: “Acque Antiche” – Provincia di Venezia).
L’ambiente acquatico si caratterizza per la bassa salinità ed il paesaggio è di tipo lacustre e forestale, con un grande specchio d’acqua, contornato da formazioni di canneto e torbiere a molieneto e marisceto. In questi ambienti da segnalare la presenza della rara eufrasia di Marchesetti (Euphrasia marchesettii) e la Parnassia (Parnassia palustris). Il sottobosco è ricco di specie, tra cui il Ginepro comune (Juniperus communis), il Caprifoglio (Lonicera caprifolium), la Phillirea angustifolia. Oltre a qualche scampolo di interessante prato, sono presenti anche la protetta duna grigia, e la pineta su duna, con i pini marittimi e domestici frutto di impianto, e più sporadicamente il pino nero di origine naturale.
Oasi Naturalistica Val Grande è situata nella parte settentrionale della penisola di Bibione, confina con il canale della Litoranea Veneta a Nord, via Baseleghe a Sud, via Pineda a Est e la Vallesina a Ovest. È un’area semi-naturale di 360 ettari e deriva da un’antica bassura formatasi nel corso della morfogenesi del basso Bacino del fiume Tagliamento, caratterizzata da porzioni importanti di laghi salmastri -in parte regimati dall’uomo- e da terre emerse su cui si sviluppano habitat prioritari che rientrano nella Rete Natura 2000 (SIC IT3250033 e ZPS 3250041). Le acque della Valle sono state
utilizzate fino alla primavera del 2024 per l’allevamento del pesce con un sistema chiuso di valli da pesca collegate alla laguna esterna tramite un complesso sistema di chiuse e chiaviche. Le peschiere, i laghi di valle e i canali venivano utilizzati per l’allevamento di specie ittiche quali branzini, muggini, orate e anguille.
Elenco habitat da inserire
Gestione naturalistica
Attualmente l’allevamento ittiogenico non viene più praticato, l’azienda faunistico-venatoria è rimasta aperta, ma la sua attività attuale è principalmente concentrata sul contenimento del cinghiale (Sus scrofa) e su attività di tipo naturalistico. Sono stati invece posti in essere diversi interventi di ripristino e conservazione ambientale (in parte ancora in fase preliminare autorizzativa), tra i quali è possibile citare:
– Gestione delle acque: ricambio idrico tra i laghi di valle e regolazione dei livelli di profondità e grado di salinità per rendere l’ambiente più attrattivo per la sosta e la nidificazione di varie specie ornitiche;
– Gestione del prato incolto tesa a sviluppare habitat di prato stabile;
– Mantenimento delle zone umide tramite contenimento della vegetazione arbustiva;
– Mantenimento delle dune fisse o dune grigie tramite contenimento di arbusti.
Flora
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Fauna
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